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18 giugno 2010

Renato, l’amico brasiliano con cui abbiamo condiviso una buona parte del viaggio in Patagonia, mi chiede sempre se in Alaska fa freddo. Si sta preparando per andarci – fino a ieri avrei potuto dire di venirci ma ormai ho già passato il confine e sono nello Yukon – nel 2012. Ebbene, caro Renato, non solo fa freddo, ma anche un freddo bestia!!! Oggi sono partito con la pioggia. Quella piogerellina insistente, fastidiosa, che ti offusca la visiera, ti obbliga a mettere tuta impermeabile e stivali e rende scivolose le parti di strada non asfaltate. A questo proposito, oggi ho imparato una procedura nuova, che da noi sarebbe piuttosto difficile ed improbabile adottare. Va premesso che qui, in corrispondenza di tutti i cantieri stradali, è invalso l’uso del transito a senso alternato, al seguito di un’auto pilota, proprio come fanno gli aerei negli aeroporti. Ti fanno aspettare e poi tutti in fila dietro al “follow me”. Oggi però c’è stata una variante sul tema. Eravamo due motociclette ed alcune auto. Quando sono arrivato allo stop, la colonna era appena partita e si trovava ad appena 50 metri da me, ma non c’è stato verso di convincere l’addetto a lasciarmi andare, ormai avevo perso il turno. Il titolare della paletta bifacciale “Stop/Slow” mi ha spiegato che il terreno era scivoloso e pertanto avrei dovuto attendere il ritorno dell’auto “pilota”, farmi precedere da un’auto e seguire dall’ambulanza che si trovava posteggiata lì accanto. Questa procedura veniva adottata ogni qualvolta si presentava una motocicletta. Mi son sentito onorato per questa attenzione ma anche spaventato in attesa di scoprire quali diaboliche trappole mi avrebbe riservato quell’insidioso tratto di strada, altro che “Ruta 40″!!! Immagino quanto verrebbero a costare i lavori pubblici in Italia se a qualcuno venisse in mente di scimmiottare gli amici canadesi. Comunque qui “è la legge”, mi ha confermato il palettaro, tutto fiero e compunto. Beati loro che hanno soldi da spendere…….

Oggi mi son fatto quasi mille chilometri e con questa media potrei quasi arrivare domenica sera o al massimo lunedì mattina a Vancouver.
Mi sono già allontanato molto dal “profondo nord” e la sera si nota la differenza perchè qui, verso mezzanotte, il cielo è quasi scuro. Anche la temperatura, rispetto a questa mattina, è salita di una decina di gradi. D’altra parte con 950 km percorsi in giornata, è come se da Bolzano fossi arrivato a Santa Maria di Leuca. Una bella differenza di latitudine, no?


Download itinerario del 18 giugno 2010 >> (per visualizzare il tour è necessario Google Earth)


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